Marginalità dei progetti
Quanto guadagna davvero un progetto di architettura?
Quasi sempre meno di quanto pensi. Per saperlo ti serve un solo numero: quanto ti rende un'ora di lavoro su quel progetto, messo accanto a quanto ti costa.

Fai questo conto. Adesso.

Prendi l'ultimo progetto che hai consegnato.
Il compenso lo sai a memoria. Le ore, probabilmente no. Ed è proprio lì che si decide se quel lavoro ti ha fatto guadagnare.
Dividi il compenso per le ore che ci hai messo davvero. Non quelle del preventivo: quelle vere, comprese le revisioni, i sopralluoghi e le mail della domenica sera.
Il numero che esce, in tanti studi, somiglia più alla paga di un collaboratore alle prime armi che alla tariffa di un professionista con anni di mestiere.
La formula, in una riga
€/ora reale = (compenso − costi diretti) ÷ ore effettive
- Compenso: quello che il cliente ti paga per l'incarico, al netto dell'IVA e del contributo integrativo della cassa.
- Costi diretti: le spese che esistono solo perché esiste quel progetto. Consulenti, rendering esterni, rilievi, stampe, trasferte.
- Ore effettive: tutte le ore che il progetto ti ha preso, tue e dei tuoi collaboratori.
Il risultato lo metti accanto al tuo costo orario, cioè la cifra sotto cui un'ora di lavoro non copre i costi dello studio e lo stipendio che vuoi darti. Se non lo conosci, lo trovi in due minuti con il calcolatore gratuito della tariffa oraria.
Un esempio con i numeri
La ristrutturazione di un appartamento di 110 metri quadri. I numeri sono inventati, la situazione no.
| Compenso (netto di IVA e cassa) | 9.000 € |
| Costi diretti: rendering esterni e stampe | − 750 € |
| Quello che resta | 8.250 € |
| Ore previste nel preventivo | 120 |
| Ti rende sulla carta | 68,75 €/ora |
| Costo orario dello studio | 45 €/ora |
| Ore effettive a fine lavoro | 215 |
| Ti rende davvero | 38,37 €/ora |
Sulla carta 68 euro l'ora. Nella realtà 38. Su ogni ora sei sotto il tuo costo orario di quasi 7 euro, e sulle 215 ore del progetto fanno più di 1.400 euro.
C'è poi un secondo numero, ancora più utile: le ore coperte dal compenso. 8.250 euro diviso 45 euro l'ora fa 183 ore. Dalla centottantaquattresima ora in poi, a quel progetto stavi pagando tu per lavorarci.

Dove finiscono le ore che non avevi messo in conto

Sono quasi sempre le stesse.
Le varianti. La seconda la metti in conto. La terza ti sembra un favore. La quarta non la segni più.
Il cantiere. Il sopralluogo di mezz'ora che diventa una mattina, tra viaggio, attesa e caffè con l'impresa.
Mail, messaggi e telefonate. Dieci minuti alla volta, sparsi su mesi. Nessuno li conta, e li paghi tutti tu.
Pratiche e coordinamento. Enti, consulenti, fornitori: lavoro vero, che nel preventivo entra di rado.
Non è una questione di bravura. Nessuno ti ha mai chiesto di contarle, e quello che non conti non riesci a fartelo pagare.
Perché lo scopri sempre quando è tardi
Il foglio Excel si apre a fine progetto, quando il cliente ha già versato l'ultimo acconto. A quel punto il numero è solo una constatazione.
Lo stesso numero visto a metà lavoro diventa una decisione: parli con il cliente della variante, rivedi il budget, cambi il modo in cui organizzi i sopralluoghi.
Essere bravi non basta. Serve sapere, mentre lavori, quanto ti sta rendendo quello che fai.
Come calcolarlo su ogni progetto, in quattro passaggi
- Calcola il tuo costo orario. Costi fissi dello studio, stipendio che vuoi darti, ore che riesci davvero a lavorare in un anno. Il calcolatore fa il conto al posto tuo.
- Fissa il budget ore prima di iniziare. Parti dalle ore coperte dal compenso: il compenso, tolti i costi diretti, diviso il tuo costo orario. Nell'esempio sopra: 183 ore.
- Segna le ore mentre lavori, su ogni progetto. Anche quelle che non fatturi: sono proprio quelle che ti servono.
- Controlla ogni mese, non a fine lavoro. Se hai già usato tre quarti del budget e metà progetto è ancora da fare, la risposta ce l'hai.
Come lo vedi in ALBERTI
Ogni progetto ha il suo riquadro di redditività, che si aggiorna a ogni ora registrata.
- Quanto ti rende un'ora a fine lavoro, calcolata sulle ore previste se sono più di quelle già usate.
- Il verdetto rispetto al costo orario che hai impostato: hai margine, sei al limite o ci stai rimettendo.
- La tacca segna fin dove il compenso copre le tue ore. Oltre quella, lavori sotto il tuo costo orario.
Le ore arrivano dal time tracking, compenso e budget ore dalla scheda del progetto. La redditività è inclusa nel piano Pro.

«Non ho tempo di segnare le ore. Ho dei progetti da consegnare.»
Segnare un'ora richiede un clic: avvii il timer quando inizi, lo fermi quando smetti. Dopo una settimana diventa un gesto automatico, come salvare il file.
Scoprire a fine anno che un certo tipo di incarico ti ha sempre fatto perdere soldi costa molto di più di quel clic.
Domande frequenti
Come si calcola la marginalità di un progetto di architettura?
Si parte dal compenso, al netto di IVA e contributo integrativo, e si tolgono i costi diretti del progetto. Quello che resta si divide per le ore effettivamente lavorate: il risultato è quanto ti rende un'ora su quel progetto. Se è più alto del tuo costo orario il progetto è in margine, se è più basso ci stai lavorando in perdita.
Qual è una tariffa oraria sostenibile per un architetto?
Dipende dal regime fiscale, dai costi dello studio, dal reddito che vuoi ottenere e dalle ore che riesci davvero a fatturare. Un numero valido per tutti non esiste: conviene calcolarla sui tuoi dati, per esempio con il calcolatore gratuito della tariffa oraria di ALBERTI.
Quanto guadagna in media un architetto in Italia?
Secondo i dati Inarcassa il reddito medio degli architetti resta più basso di quello degli ingegneri. La media però dice poco del singolo studio: conta molto di più quanto ti rende ogni ora lavorata.
Cosa sono i costi diretti di un progetto?
Sono le spese che esistono solo per quell'incarico: consulenti e collaboratori pagati a progetto, rendering, rilievi, stampe, modelli, trasferte. Affitto, software e commercialista sono invece costi fissi dello studio, e rientrano nel calcolo del costo orario.
Come si stima il budget ore di un progetto?
Dividi il compenso, tolti i costi diretti, per il tuo costo orario: ottieni le ore coperte dal compenso, oltre le quali il progetto smette di rendere. Poi confronta quel numero con le ore effettive dei progetti simili che hai già chiuso, se le hai registrate.
Segnare le ore rallenta il lavoro?
No, se il timer parte con un clic ed è già collegato al progetto. Richiede pochi secondi al giorno e ti restituisce la cosa più utile per il prossimo preventivo: quanto dura davvero un lavoro come quello.
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